

Cavazuccherina Jesolo
La storia di Cavazuccherina fu quindi soprattutto la storia dei continui lavori compiuti dai Veneziani per fronteggiare la minaccia del Piave, una storia che non permetteva ovviamente una brillante crescita economica e che fu contrassegnata da successi, ma anche da insuccessi.
Molto importante ad esempio fu lo scavo, tra il 1641 e il 1664, del canale rettilineo tra S. Donà e il Palazzetto, che condusse le acque del Piave nelle paludi di Eraclea dove le alluvioni avrebbero potuto trovare un migliore equilibrio, come grave fu la rotta compiuta dal Piave nel 1693, alla Landrona, che si scavò un letto fino a Cortellazzo.
Intanto, tra il 1672 e il 1682, anche il Sile fu allontanato dalla laguna immettendo le sue acque nel vecchio corso del Piave.
Nonostante queste vicende la popolazione di Cavazuccherina, che era alle dipendenze della podesteria di Torcello, continuava a crescere e raggiungeva nel 1776 i 1460 abitanti, e durante il Regno d'Italia (1806-1815) il centro diventò comune.
Iniziò a questo punto un'ulteriore fase della storia di Iesolo, quella delle grandi bonifiche che videro progressivamente trasformarsi tutte le terre limitrofe.
Nel 1808 venne costituito il consorzio Passerella che realizzò lo scolo omonimo, ma il vero incremento alle opere di bonifica si realizzo nel 1901, quando venne creato il Consorzio di Bonifica Cavazuccherina.
Nel 1907 entrò in azione l'idrovora Cavazuccherina e alcune migliaia di ettari cominciarono ad essere prosciugati. Questi progressi economici vennero interrotti dalla prima guerra mondiale.
Dopo la ritirata di Caporetto le linee italiane, come è noto, si attestarono sulla riva destra del Piave, ma il 13 novembre 1917 gli Austriaci passarono il fiume a Grisolera, nei pressi di Eraclea, costringendo gli Italiani ad attestarsi su di un'estrema linea di difesa, a ridosso della laguna, che correva fungo il Piave vecchio, da Musi1e a Caposile, sul Sile , da Caposile a Cavazuccherina, e sulla Cavetta, da Cavazuccherina a Cortellazzo.
Cavazuccherina venne completamente distrutta dal fuoco delle artiglierie, e i suoi abitanti, sorpresi dell'avanzata austriaca che pensavano dovesse restare contenuta sulla linea del Piave, andarono incontro ad una situazione molto penosa, anche quelli che si salvarono (le vittime furono quasi duecento) sia se internati dagli Austriaci in altre zone malsane del litorale, sia se evacuati dagli italiani e mandati nel meridione.
Nel luglio del 1918, dopo la battaglia del Piave che aveva visto i vani sforzi dell'esercito austriaco di dilagare nel Trevigiano, le truppe italiane riuscirono a ripristinare la vecchia linea sul Piave, allontanando l'incombente minaccia su Venezia.
I lavori di bonifica ripresero nell'immediato dopoguerra ed ebbero grandissimo sviluppo soprattutto tra il 1920 e il 1930. Nel 1930 Cavazuccherina riprese l'antico nome di Iesolo che nel 1936 venne esteso al vicino Lido. Intanto, dapprima attraverso istituzioni ospedaliere e colonie per bambini si andava incrementando la ricettività balneare della zona e cominciava così l'ultima fase della storia di Iesolo, storia che in un breve giro di anni doveva farla diventare la maggiore località balneare della regione e la seconda nell'intera Italia.











