Storia Jesolo

Storia Jesolo: resti della Basilica Medioevale

Storia Jesolo: Il luogo dove oggi sorge il centro di Jesolo, o le immediate vicinanze di esso, era già abitato in età romana e costituiva un 'vico' alle dipendenze di Altino. La romanità è confermata dai reperti archeologici che ogni tanto affiorano nella campagna. Il 'vico' portava il nome di Equilio, nome che allude all'allevamento dei cavalli in cui i Veneti erano allora famosi, e si vuole che fosse stato fondato dagli abitanti della vicina Eraclea.

La sua importanza crebbe in seguito alle invasioni barbariche ed ebbe un definitivo incremento quando il re longobardo Grimoaldo fece, nel 667, distruggere Oderzo. In quella circostanza, oltre agli opitergini si rifugiarono ad Equilio anche i profughi di Asolo (Acellum) e furono probabilmente questi a dare alla località il nuovo nome di Iesolo. Iesolo crebbe rapidamente, possedeva una basilica che risaliva al VII secolo e nel IX secolo divenne sede vescovile.

Dalla cattedrale di S. Maria dipendevano ben 42 chiese, e nella zona erano sparsi diversi monasteri, dei quali il più famoso fu quello di S. Giorgio di Pineto che verso il V secolo aveva ospitato S. Girolamo e S. Rufino. Altro monastero importante fu quello di S. Mauro, mentre S. Marcellino sarebbe morto nel 407 in un eremo su di un'isola posta tra Iesolo e la località Torre di Caligo.
In località 'Le mure' si conservano i resti delle fondazioni di due complessi basilicali, dei quali uno è stato ricoperto dopo lo scavo, mentre l'altro, in vista, potrebbe corrispondere alla cattedrale di S. Maria di Equilio. L'edificio venne distrutto durante la prima guerra mondiale. Durante gli scavi sono state messe in luce le fondazioni di una chiesa precedente, quella probabilmente del VII secolo, con interessanti frammenti di mosaici pavimentali.

L'intraprendenza dei suoi abitanti portò tuttavia Iesolo a combattere contro la vicina Eraclea che politicamente era maggiormente legata all'appoggio bizantino; si ebbero numerosi scontri, tra i quali uno, di particolari dimensioni, nel 690 a Fiumicino, che vide la vittoria di Eraclea.

Sembra siano state soprattutto queste contese a convincere gli abitanti delle lagune, che dapprima avevano scelto come sede dogale Eraclea, a trasferirla successivamente a Malamocco e quindi a Rialto.
Da allora cominciò la decadenza di Iesolo, provocata soprattutto dalla malaria, conseguenza dell'interramento delle lagune a sua volta dovuta alle tumultuose alluvioni del Piave.
Nei primi anni del IX secolo i Franchi poterono saccheggiare Iesolo non più protetta dalle lagune, giungendovi per via di terra e nell'869 il doge Giustiniano Partecipazio, disponeva nel testamento che le sue case a Iesolo potessero essere demolite perché il materiale potesse essere impiegato a Venezia.
Anche se alcuni monasteri continuarono a lungo a sussistere, come quello di S. Romualdo a Torre di Caligo, lo spopolamento continuò irreversibilmente tanto che nel 1466 Paolo II abrogava la diocesi di Iesolo e la annetteva al Patriarcato veneziano.
Cominciò comunque ad esserci quasi contemporaneamente qualche segno di risveglio grazie all'intraprendenza dei Soranzo che fecero costruire una chiesa per i contadini che lavoravano nella zona, chiesa elevata poi a parrocchia nel 1495 dal patriarca Tommaso Donà.
La storia di Iesolo doveva da quel momento e per alcuni secoli restare legata alle continue iniziative intraprese dai Veneziani per liberare la laguna dal pericolo di ulteriori interramenti, facendo sfociare più ad oriente le acque del Piave.
A questo scopo si scavarono numerosi canali e si elevarono anche arginature. Già nel 1440 si iniziò lo scavo di un canale, rivelatosi poi insufficiente, che andava da Iesolo a Cortellazzo passando per Molinato e Ca' Fornera.
Esso venne ultimato quasi un secolo dopo da Alvise Zuccarini, e fu il nome di costui che doveva restare alla località che, ormai dimenticato l'antico nome di Iesolo, si chiamò fino al 1930 Cavazuccherina.
La storia di Cavazuccherina fu quindi soprattutto la storia dei continui lavori compiuti dai Veneziani per fronteggiare la minaccia del Piave, una storia che non permetteva ovviamente una brillante crescita economica e che fu contrassegnata da successi, ma anche da insuccessi.
Molto importante ad esempio fu lo scavo, tra il 1641 e il 1664, del canale rettilineo tra S. Donà e il Palazzetto, che condusse le acque del Piave nelle paludi di Eraclea dove le alluvioni avrebbero potuto trovare un migliore equilibrio, come grave fu la rotta compiuta dal Piave nel 1693, alla Landrona, che si scavò un letto fino a Cortellazzo.

Cavazuccherina Jesolo

La storia di Cavazuccherina fu quindi soprattutto la storia dei continui lavori compiuti dai Veneziani per fronteggiare la minaccia del Piave, una storia che non permetteva ovviamente una brillante crescita economica e che fu contrassegnata da successi, ma anche da insuccessi.

Molto importante ad esempio fu lo scavo, tra il 1641 e il 1664, del canale rettilineo tra S. Donà e il Palazzetto, che condusse le acque del Piave nelle paludi di Eraclea dove le alluvioni avrebbero potuto trovare un migliore equilibrio, come grave fu la rotta compiuta dal Piave nel 1693, alla Landrona, che si scavò un letto fino a Cortellazzo.

 

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