Antonella Clerici conduttrice del Festival di Sanremo
Tratto dal
la Nuova di Venezia di Giovanni Cagnassi del 3 Settembre 2009
Posta in ritardo, e a San Donà e Jesolo non arrivano gli auguri di Natale, oltre alle bollette. Aumentano le proteste di cittadini, commercianti e albergatori che non hanno ricevuto la corrispondenza.
Parallelamente gli uffici sono presi d’assalto e le lunghe code sono ormai diventate una regola. La posta viene recapitata con molto ritardo o, addirittura, il postino suona solo una volta e dopo vari giorni di assenza. Emblematico il caso di Jesolo Paese, dove pare che i ritardi siano i maggiori. Dobbiamo intervenire - dice Salvatore Esposito, coordinatore regionale settore poste-dipartimento lavoro di Rifondazione Comunista - al fine di spiegare come mai periodicamente si verificano queste situazioni di disagio che ledono il fondamentale diritto dei cittadini a ricevere la corrispondenza in tempi brevi e nel rispetto della carta della qualità.
Le Poste - prosegue Esposito - sono, da alcuni anni, una Spa e quindi una società privata che risponde a criteri di gestione che tengono conto del rapporto costo-benefici. Fondamentale nella gestione quindi il raggiungimento di budget programmati annualmente. Pensiamo alle ferie del personale addetto ai servizi sia di recapito che di sportelleria: sono un costo e vanno quindi esaurite nel corso dell’anno.
Se uno o più portalettere sono in ferie, la posta di loro competenza dovrebbe essere consegnata da altri operatori; se le ferie sono tante il gioco comincia a diventare pesante e basta una malattia o un infortunio a far saltare tutto. E questo è il caso che si è verificato. Giacenze sempre più consistenti, mancanza di personale, e così il sistema della consegna delle lettere si blocca.
Restando a Jesolo - aggiunge - notiamo che periodicamente si verificano lunghe code agli sportelli. Lunghe code e pochi addetti agli sportelli. Anche qui vale il discorso della fruizione ferie fatto per gli addetti al recapito. Si verificano casi di personale addetto alla sportelleria che comincia a lavorare in un ufficio e termina il turno in un altro, distante qualche decina di chilometri. Si sguarnisce un intero turno lavorativo per lavorare una o due ore al massimo in una sede distante, non risolvendo il problema in nessuno dei due casi.
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