E’ questa la fotografia del mercato immobiliare nella provincia di Venezia, scattata ieri mattina a Jesolo nel convegno organizzato da Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) con la collaborazione dell’agenzia del territorio che, tramite il suo direttore provinciale, Aldo De Nard, ha diffuso i dati relativi al 2008 sull’andamento del mercato. L’anno terribile. A fronte di un dato che a livello nazionale ha registrato un meno 15% rispetto al 2007, nel Veneziano il calo delle compravendite (quelle che i tecnici chiamano Numero di transazioni normalizzate, Ntn, indicando anche le frazioni di proprietà) è stato del 21% (in valore assoluto sono stati scambiati 11.871 alloggi).
Analizzando i dati medi delle cinque macro-aree individuate dallo studio dell’agenzia del territorio emerge che tutte le aree sono in calo, ma lo è di meno la zona balneare dove soffre, ma in misura minore, il mercato delle seconda case. I valori più negativi si registrano invece nella cintura di Venezia (comprende con Venezia e Mestre i comuni della Riviera del Brenta, del Miranese, di Marcon e Quarto) dove si stima ci siano almeno 6 mila alloggi già costruiti ma ancora invenduti e dove il calo delle compravendite è stato del 27,4%.
A livello assoluto i comuni dove nel 2008 è stato registrato il maggior numero di transazioni sono Venezia (pesa la dimensione della città) e Jesolo. Su scala comunali le prestazioni peggiori si registrano in comuni come Mira (-39,5%), Pianiga (-41,8%), Stra (-52,6%) a Fossalta di Piave (-62,7%). A Venezia capoluogo le compravendite sono state 3.092, pari al 17,7% rispetto al 2007. I prezzi tengono. Scende il numero delle compravendite ma i prezzi delle case tengono.
Il perché lo spiega Pietro Draghi, docente di Economia monetaria a Ca’ Foscari. Da un lato ci sono gli immobiliaristi e i costruttori che piuttosto di abbassare il prezzo delle case preferiscono attendere e possono farlo perché hanno mutui ipotecari a lunga scadenza con gli istituti di credito veneziani, che d’altro campo non vogliono mettere perdite a bilancio e quindi non sono ancora entrate in pressing - spiega Draghi -, mentre dall’altro lato c’è chi deve comprar casa che preferisce aspettare convinto che prima o poi i prezzi scenderanno.
Un equilibrio molto delicato e che prima o poi si dovrà rompere. Si tratta solo di capire quando. Per Carletto Facco e Stefano Priani - responsabili della Federazione degli agenti immobiliari - il primo semestre del 2009 ha già segnato un calo dei prezzi, che secondo alcune stime è valutato intorno al 6%. Molto dipende dalle zone - spiega ad esempio Facco - perché è chiaro che per le case fronte mare il prezzo non è calato, ma nelle zone interne è diminuito.
Spulciando i dati dell’Agenzia del territorio si scopre ad esempio che in alcuni comuni come Spinea, Scorzè e Salzano comprar casa oggi costa meno rispetto al primo semestre del 2005. Il periodo più difficile - spiegano gli immobiliaristi - sarà tra ottobre e gennaio. E’ probabile che in quei mesi i prezzi scenderanno. Chi deve comprar casa è avvisato. Una flebile luce. L’immagine della luce in fondo al tunnel viene suggerita da Augusto Pellegrini, direttore regionale dell’agenzia del territorio: Stando ai dati che abbiamo sui primi cinque mesi del 2009 il calo c’è, ma si sta assottigliano. Il dato era del -5% a gennaio, si è ridotto a -3,8% a fine maggio.
Il suo ottimismo non è però condiviso dagli operatori di settore perché - spiegano - in molti nei primi sei mesi del 2009 hanno accelerato le procedure di compravendita per evitare - il provvedimento è scattato il primo luglio - di pagare anche per la certificazione energetica, come previsto dalla nuova normativa.
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