Piazza Mazzini nuovo ricorso al Tar
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la Nuova di Venezia di (Giovanni Cagnassi) del 23 Agosto 2009
Bottiglie in vetro in piazza Mazzini, gli esercenti impugnano anche l’ordinanza del 2009. Dopo aver vinto al Tar il ricorso contro l’ordinanza del 2008, i quattro esercenti hanno deciso di procedere con un ricorso anche contro l’ultima ordinanza in ordine di tempo che vieta dalle undici di notte, nei fine settimana, di vendere le bottiglie di vetro in piazza Mazzini.
Hanno già parlato di risarcimento, fino a 100 mila euro a ditta, disposti ad un accordo con il Comune che evidentemente non si trova. Avrebbero voluto orari più elastici, almeno per le lattine che invece non si possono vendere dalla mezzanotte e mezza. Ieri hanno dato mandato al loro legale, l’avvocato Alberto Teso, di procedere con il nuovo ricorso.
Il primo era stato vinto basando il resoconto sul fatto che l’ordinanza era stata continuamente riproposta ogni anno dal 2006 senza un regolamento approvato in Consiglio comunale e senza che vi fossero i presupposti. Lo stesso procedimento usato anche nel 2009, seppure in presenza del decreto Maroni, e pertanto oggetto di ricorso da ieri. Il sindaco, Francesco Calzavara, ma anche gli assessori alla sicurezza, Andrea Boccato, e al commercio, Luca Zanotto, hanno sostenuto l’ordinanza difendendone le ragioni. Infine, anche il consigliere comunale della maggioranza che sostiene la lista del sindaco, Giorgio Pomiato, ha parlato di ordinanza necessaria per non far degenerare la situazione in piazza Mazzini.
Queste posizioni sono state interpretate come una chiusura di fronte alle proposte di orari almeno più elastici per il prossimo anno, e così è scattato il ricorso. Gli esercenti ritengono infatti che non vi sia un problema di alcolici, visto che altri pubblici esercizi ne vendono in quantità in piazza. Apre una porta il consigliere comunale del Pdl, Mirco Crosera, funzionario dell’associazione commercianti.
Io credo - ha detto - che non debbano esserci posizioni preconcette e che ci si possa riunire attorno ad un tavolo per decidere tutti assieme con le categorie la soluzione più opportuna. La strada da percorrere dovrebbe essere questa e possiamo subito iniziare a lavorare. Un ramoscello d’ulivo che non verrà raccolto tanto facilmente, vista la determinazione di entrambe le parti e la possibilità che lo stesso Comune voglia tutelarsi legalmente e chiedere a questo punto i danni alla città.
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